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Autori - Nicastro Gaetano

FainaGaetano Nicastro

L'inchiesta del 1907-1908 sulle condizioni dei contadini nel territorio di Acireale

Di notevole spessore fu anche la successiva «Inchiesta sulle condizioni dei contadini nelle regioni meridionali e nella Sicilia», del 1907-1908, le cui relazioni ottennero, sin dal loro apparire, gli apprezzamenti di Luigi Einaudi, che vi riconosceva una «somma di studi ... minuti, precisi, tormentosamente analitici ed acutamente analizzatori», tali da dar vita, secondo un moderno autore, «ad una vera e propria biblioteca agraria sul Mezzogiorno d'Italia». (da: Memorie e Rendiconti dell'Accademia di Scienze, Lettere e Belle Arti degli Zelanti e dei Dafnici, Serie III, Vol IX, 1989).

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Autori - Vecchio Giovanni

BolGiovanni Vecchio

Sulla nascita della Diocesi di Acireale

La costituzione della Diocesi di Acireale, com’è noto, risale al 27 giugno 1844, annunciata con la Lettera Apostolica “Quodcumque ad Cattolicae Religionis incrementum” del pontefice Gregorio XVI. Il lungo tormentato iter che portò all’erezione della nuova Diocesi di Acireale e all’attesa di ben 28 anni per l’esecuzione di quanto disposto sono stati ampiamente descritti e con il supporto di fonti sicure dal prof. Cristoforo Cosentini con la pubblicazione del discorso celebrativo per il primo centenario della Diocesi il 12 novembre 1972 nella Cattedrale e da Giuseppe Contarino nella pregevole opera “Le origini della Diocesi di Acireale e il primo Vescovo”. Nell’anno 2009 don Giovanni Mammino ha curato la storia della Diocesi all’interno del volume “Storia delle Chiese di Sicilia”, coordinato da Gaetano Zito, accompagnata da una puntuale bibliografia. (da: Accademia di Scienze Lettere e Belle Arti degli Zelanti e dei Dafnici Acireale, Memorie e Rendiconti, Serie   V- Vol. VIII, Acireale 2009)

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Autori - Fichera Antonino

AlaAntonino Fichera  

Gli Alagona in Aci

La terra ed il castello di Aci entrarono a far parte dei beni della famiglia Alagona nel 1320 quando furono concesse dal re Federico III al proprio nipote Blasco, figlio cli Arlale cl'Alagona e di Teresa, figlia del re d'Aragona Pietro III. Egli era nipote di Blasco I o il vecchio, il fratello di suo padre, noto per le imprese vittoriose compiute nei primi anni della guerra de' vespri, che morì nel 1301. (da: Agorà n. 3, 1996) 

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Autori - Bella Saro

torreSaro Bella 

La fortezza del Tocco (vero o falso)

Il fortilizio del «Tocco», posto sulla timpa nella via chiamata delle «chiazzette», prende il nome dal «tocco del cannone» che avvertiva la popolazione dell’avvistamento di naviglio turco o barbaresco pericoloso? 

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Autori - Saporita Felice

CaltabianoFelice Saporita    

L'ing. Giuseppe Caltabiano e il Movimento Indipendentistico Siciliano     

Nella storia del Movimento per l'indipendenza della Sicilia, la presenza ad Acireale dell'lng. Giuseppe Caltabiano costituisce veramente un evento di rilievo: proprio un "caso". La sua è la vicenda di un personaggio "cattolicissimo" (come amava definirsi) che affronta con umiltà, ma anche con pervicacia, il giudizio della Chiesa sulle sue idee ed i suoi comportamenti, insistendovi sino alle inevitabili conseguenze sanzionatorie. (da: Accademia di Scienze Lettere e Belle Arti degli Zelanti e dei Dafnici Acireale, Memorie e Rendiconti, serie IV, vol X, 2000) 

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Autori - Tomarchio Mauro

RaccapMauro Tomarchio

Arti e mestieri a Viagrande: Il raccoglitore di capelli 

Girava il paese con una cassetta di legno, legata al collo da una cinghia di cuoio; al lato della cassetta portava un sacchetto di tela in cui riponeva i capelli (solitamente di donna ) che una volta al mese raccoglieva girando di casa in casa per Viagrande. (da FB, Mauro Tomarchio).

 

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Autori - Sciacca Alfonso

PlatAlfonso Sciacca

Giacinto Platania nel secolo del Barocco

" ... Nel secolo del barocco il nostro maggior pittore sembra estraneo alla cultura barocca ... "
Non si tratta. sicuramente. di un paradosso; nel secolo del barocco il nostro maggior pittore appare estraneo alla cultura barocca. A tal proposito sembra che sia il caso di rivedere antichi, ed ormai impropri, giudizi che definiscono "barocca" la prevalente cifra stilistica della nostra arte cittadina. Soprattutto nella pittura. Il barocco, il Caravaggio in particolare, furono avvertiti come una trasgressione non solo estetica ma anche etica per la strettissima connessione che esiste tra l'idea del ''bello" nell'arte e la sua correlativa corrispondenza nell'idea del "sacro". (da: "Bohémien" anno I, n. 12, Dic 2004).

 

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Autori - Voce dell'Jonio

vdj

Vdj16

 

 

 

 

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