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Autori - Guliti don Giuseppe

Statua Catena

Guliti don Giuseppe 

Il Culto, la Statua e la chiesa di Santa Maria della Catena di Jaci -Fonti Inedite-

Il culto di Maria SS. della Catena ad Aci Catena affonda le sue radici nella fondazione stessa della città. Introdotto molto probabilmente tra il XV e XVI sec., tale culto trova la sua prima attestazione documentale nel 1567. Il 4 marzo, infatti, un decreto speciale del vescovo di Catania autorizzava i mastri d'opera dell'omonimo oratorio a potervi celebrare la messa ed allo stesso tempo a poter solennizzare con pompa la festa della Vergine il martedì di Pasqua di ogni anno. (da: Paesi Etnei Oggi, Febbraio 2016).

 

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Autori - Voce dell'Jonio

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Vdj11

 

 

 

 

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Notizie - Eventi

Enzo Coniglio

Il G7 della cultura e l'altra faccia della luna: i Club Unesco si incontrano in Acireale 

Nella annotazione del 32 marzo "La cultura come arma politica e militare primaria?" ricordavamo quanto fosse stata appropriata la decisione dei Paesi del G7 di decare per la prima volta, una sezione riservata al ruolo strategico della cultura.

 

  

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Autori - Saporita Felice

SanluigiFelice Saporita    

Oratorio Festivo e Istituto San Luigi Fratelli Scuole Cristiane (1899-1988)       

«Oratorio Festivo San Luigi - 16 Luglio 1899»: la scritta a caratteri cubitali sul muro esterno del «salone» dell'Istituto S. Luigi di Acireale è molto sbiadita, ma ancora si riesce a decifrarla. Le intemperie e la mancata mano di vernice non sono riuscite a cancellarla del tutto. Resta là, ormai fantasma indelebile, a segnare l'inizio di una storia affascinante nei suoi risvolti storici, religiosi e sociali. (Edito da: Istituto San Luigi dei Fratelli delle Scuole Cristiane - Acireale).

 

 

 

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Autori - Ventura Domenico

CasboDomenico Ventura   

Vicende agrarie in contrada "Pennisi" o "Vitarva" (Acireale, 1781-1875)

Nella piccola comunità rurale di Aci SS. Antonio e Filippo - 9129 abitanti al 1798 - i fratelli Contarella (Ignazio del fu Mercurio, il primogenito, quindi Gaetano, suor Diletta, suor Amante Maria e Angela) rivestivano certamente un ruolo di primo piano nell’ambito di quel ceto possidente di origine borghese che, come in altre parti della Sicilia orientale, aveva saputo trarre notevoli vantaggi da una legislazione avversa alla proprietà della Chiesa. Prova ne è che la stima dei soli beni rurali, eseguita in data 7 febbraio 1781 dall’extimator et appretiator Domenico lo Sciuto, risultò ascendere alla rispettabilissima somma di onze 1.345,24 (da: Agorà XVI (a. V, Genn.-Mar. 2004).

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Autori - Castorina Santo

CastSroccoASanto Castorina  

Matteo Desiderato. Da Sciacca a Roma, da Roma ad Acireale

Ad Acireale una tela inedita di Matteo Desiderato, precursore del neoclassicismo militante, incompreso, anche dai suoi allievi, in un ambiente ancorato a convenzioni estetiche tardo barocche. (da: Agorà, n. 39, 2012). 

 

 

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Autori - Ventura Domenico

DiegoCostDomenico Ventura   

Vite, zolfo e un prete innovatore nella Sicilia borbonica: Diego Costarelli (Acireale, 1854) 

"Il periodo tra il 1815 e il 1860 segnò In Europa una vera esplosione dell'interesse del ceto notabile agrario per la modernizzazione dell'agricoltura". E il suo impatto fu "particolarmente significativo nelle periferie d'Europa, cioè nelle aree che dal punto di vista politico, sociale ed economico si cominciavano a trovare, rispetto ai centri dell'economia mondiale, in una situazione di arretratezza". Laddove "la classe dei proprietari terrieri non solo era particolarmente numerosa ma era anche l'unica a disporre del capitale economico, politico e culturale necessario per formulare un'ipotesi modernizzatrice; era l'unica forse che aveva da guadagnare dal mantenimento dello status quo, ma anche quella che aveva piu da perdere nel caso che l'iniziativa di una qualche modernizzazione venisse da altri settori, democratici o rivoluzionari"(da: Accademia di Scienze Lettere e Belle Arti degli Zelanti e dei Dafnici Acireale, Memorie e Rendiconti, serie IV, vol X, 2000). 

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Autori - Donato Matteo

DivisioneMatteo Donato 

Nuovo contributo sulla divisione dei Casali di Jaci

Il 20 luglio 1642 ai giurati che costituivano il consiglio della citta di Aci SS. Antonio e Filippo l'orizzonte cittadino si presentava tuttaltro che sereno. Nell'aria si respirava disillusione e amarezza, ma c'era ancora volontà di controbattere le ultime negative disposizioni governative, per quanto i segni della propria inadeguatezza di fronte al forte avversario fossero tangibili. Era accaduto che dopo la grande felicita del dicembre 1639 per il conseguimento della separazione da Aci Aquilia (Acireale). la nuova policentrica città, nata a seguito della divisione dell'universita di laci nel luglio del 1640, iniziasse il suo cammino tutto in salita. (da: Memorie e Rendiconti dell'Accademia di Scienze, Lettere e Belle Arti degli Zelanti e dei Dafnici, Serie V, vol VI, 2007)

 

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