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Autori - Grippaldi Fabio

BibSSFabio Grippaldi 

L'albero: congiunzione tra cielo e terra di San Sebastiano 

Fin dalla sua comparsa sulla terra, l'uomo ha sentito l'esigenza di creare simboli e immagini per dare materia a ciò che di immateriale e inspiegabile girava intorno a lui: dalle forze della natura a ciò che gli permetteva, in maniera esplicita o implicita, la sopravvivenza della sua specie. (Da: Basilica Collegiata San Sebastiano Martire Acireale, San Sebastiano tra Fede e Folclore, 2011). 

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Immagini - Immagini Album

 San Sebastiano Puzzle 01

 

 
Autori - Castorina Santo

SanNicolawpSanto Castorina  

Il San Nicola di Mira di Aci San Filippo

L'insistenza con la quale. da qualche tempo. viene divulgata nel quotidiano locale la notizia della presenza di un dipinto di Antonello da Messina nella chiesa Madre di Aci San Filippo e, con più precisione nel Museo intitolato al Pontefice Emerito Benedetto XVI ospitato. dopo la ristrutturazione in alcuni ambienti. nella torre campanaria del Sacro Edificio, ci spinge a dare delle precisazioni sul tema. (da: Agorà, n. 52, 2015).

 

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Autori - Patanè Antonio

neveAntonio Patanè   

I Di Giovanni (1641-1700) Principi di Trecastagni, baroni di Pedara e signori di Viagrande

Nella prima metà del secolo XVII, il sovrano spagnolo Filippo IV, costretto da impellenti necessità di denaro occorrente per le sue continue operazioni belliche su vari fronti, cominciò a vendere nei suoi grandi possedimenti sparsi ovunque in Europa, tutto ciò che si poteva vendere ed anche quello che non si poteva vendere, paradosso nascente dalle urgenti direttive provenienti da Madrid. La Sicilia rientrò in questo mercimonio di vendite di feudi, di titoli nobiliari, di casali ed onorificienze, di cui furono controparte attiva alcuni intraprendenti e spregiudicati banchieri genovesi, fra cui ricordiamo Giovan Andrea Massa, Vincenzo Giustiniani, lo Scribani, il Costa, il Vigo. (da: La Freccia Verde on line, Anno XI, n. 79, 2002)

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Notizie - Eventi

 

 
Autori - Bella Saro

SLuc2016 3Saro Bella 

Il Quartiere di Santa Lucia, il Terremoto e la Ricostruzione

“L’unnici di innaru a vintin’ura a Jaci senza sono s’abballava cu’ sutta li petri, cu’ sutta li mura e cu’ misiricordia chiamava. Santa Vennira, nostra prutittura, sutta di lu so’ mantu ni sarvava”. L’antico detto popolare, ancora oggi tramandato, testimonia la lunga persistenza nella memoria collettiva del più forte evento sismico avvenuto in Italia negli ultimi mille anni. Per vastità dell’area colpita, per il numero di vittime e la gravità dei danni provocati, Il terremoto del gennaio 1693 è annoverato tra i più distruttivi della storia sismica italiana. (da: La Festa del 13 dicembre 2016 a cura della Arcipretura parrocchiale di Aci Santa Lucia)

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Autori - Patanè Antonio

CasboAntonio Patanè   

I rifugi storici dell'Etna

E' ben noto che sin dalle epoche più antiche, l’Etna attirava visitatori (l’imperatore Adriano nell’età classica, l’umanista Pietro Bembo nel 1494 ecc.), che durante l’aspra ascesa si servivano di ripari naturali per riposare e per ritemprare le forze, in vista soprattutto dell’ultimo tratto della scalata che si presentava irto e difficile per le condizioni atmosferiche spesso avverse, per la notevole altitudine e perché si infossava continuamente e profondamente nella sabbia vulcanica finissima che si trovava oltre i 2800 m. (da: Agorà IV (a. II, Gennaio-Marzo 2001)

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Autori - Bella Saro

Diario di guerra di Agostino Pennisi di Floristella -1916-

DiarioPennisi

Le celebrazioni del centenario della prima guerra mondiale si stanno rivelando uno straordinario stimolo per le ricerche storiche, specie in ambito locale, che riguardano il tragico evento. In molte di tali ricerche, particolare attenzione viene riservata alla visione della guerra da parte di coloro che la vissero e spesso vi morirono. Diari, lettere, cronache coeve, oltre alla riscoperta di importanti fonti documentali del periodo bellico (articoli di giornali, documenti amministrativi, ecc.), mostrano una microstoria spesso apparentemente distante dai “grandi eventi” insostituibile, tuttavia, per recuperare il senso profondo della guerra così come la vissero i soldati, ma anche le loro famiglie, e in generale le città di provenienza dove la vita era condizionata dall’evento bellico più di quanto normalmente si è portati a credere.

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